Capo Galera's Blog

CAPO GALERA, QUI OGNI SUB VORREBBE RESTARE “PRIGIONIERO” DEL DIVING CENTER

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CAPO GALERA, QUI OGNI SUB VORREBBE RESTARE “PRIGIONIERO” DEL DIVING CENTER

Il nome, a prima vista, potrebbe apparire poco invitante, perfino un poco “menagramo” per i più superstiziosi, ma chi c´è stato giura che se potesse restare “prigioniero” per sempre al Diving center Capo Galera non avrebbe alcuna esitazione ad accettare, a firmare a occhi chiusi la propria “condanna” a vivere ogni giorno in questo angolo di Sardegna dove una terra fra le più belle che si possa immaginare si tuffa a strapiombo verso i fondali da sogno che solo la costa nord occidentale dell´isola sa offrire. In pratica due paradisi in uno. Un “miracolo” della natura che chiunque può constatare visitando, anche solo per pochi minuti, la “Villa dell´olandese”, come viene comunemente chiamato l´edificio che ospita il centro immersioni specializzato, con istruttori professionisti, fondato e diretto da Gaddo Risso, per tutti però solo e semplicemente “Gaddo”, sommozzatore professionista nato e cresciuto sul mare di Alghero. Uno che quando lo vedi in acqua saresti pronto a scommettere che una parentela, magari lontana deve averla con qualche divinità del mare. Magari non proprio con Poseidone, il re degli abissi che gli antichi romani chiamavano Nettuno, ma probabilmente con Leucotea dalla quale Gaddo ha appreso ogni segreto per aiutare i marinai in difficoltà, e forse da Brizo, protettrice della navigazione. Di certo da Taumante, il dio delle meraviglie del mare che lui ogni anno, da aprile a fine ottobre, mostra agli ospiti del diving che ha aperto nella straordinaria dimora a due passi da dove la scogliera s´interrompe in una vista mozzafiato su un mare senza eguali. Un luogo magico, come lo ama definire Gaddo (che anche “fuori stagione” non resiste alla tentazione d´indossare muta e bombole occupandosi di lavori subacquei nelle acque portuali e nei bacini di raccolta idrica) e che per raccontare la magia di questa costa usa, come è solito fare, poche parole. “Un posto unico dove vivere il mare, basta venire a Capo Galera per capire perché”. Il perché, lui, l´ha capito fin da quando bambino, a sei o sette anni, ha iniziato ad andare sott´acqua innamorandosi di un mondo destinato a diventare prima la “sede” del suo hobby, poi il luogo di lavoro e la sua stessa vita. Deciso a ” vivere per il mare e non solo per quello che dalle profondità si può ricevere, in termini di piacere, di emozioni, ma anche per quello che si può dare al mare, contribuendo a difenderlo”, come fanno anche tanti altri appassionati diventati ottimi subacquei proprio frequentando il suo Diving center. Una magia che emerge già durante la navigazione lungo le coste punteggiate da antiche torri, su un mare che ha visto arrivare il misterioso popolo dei nuraghi, solcato dalle navi dei fenici e dei romani, dalle galere spagnole e da quelle barbaresche. Una magia che diventa sempre più profonda in immersione, e che non è testimoniata solo dal profondimetro.

Un´immersione nel piacere che inizia ogni giorno già al risveglio, con la vista su un panorama da oscar della fotografia, per proseguire magari con la colazione a bordo di Hande, lo splendido caicco ormeggiato nel porto di Alghero, alternativa originale al soggiorno in hotel, con il massimo del comfort a due passi dal centro storico della città catalana. Un due alberi di 26 metri, con sistemazioni in cabine doppie con bagno e doccia privata, dotato di un´ampio e luminoso salone rivestito interamente in legno pregiato, tavoli, sedie e di un´angolo bar che garantisce il massimo del comfort e, all´esterno, uno stupendo tavolo panoramico e una magnifica cuscineria sia a poppa sia a prua, che Gaddo ha “trovato” in Turchia e con il quale ha attraversato il Mediterraneo fino a dar fondo all´ancora nella baia di Capo Galera, davanti alla villa bianchissima sulla scogliera dalla quale la sera è uno spettacolo da urlo assistere, dalla veranda della villa, a picco sull´acqua, al tramonto del sole dietro Capo Caccia… Una villa costruita su un promontorio al centro del golfo, in mezzo alla macchia mediterranea, dove, anche se la città con le sue mille attrazioni è a solo un quarto d´ora di macchina, gli ospiti preferiscono fermarsi anche la sera, davanti al fuoco, a raccontare e sentire storie di mare. Una bellezza di cui non ci si stanca mai e di cui si vorrebbe, potendo, restare imprigionati, a Capo Galera, chissà per quanto. Pronti, a ogni risveglio, a immergersi in qualcosa di straordinario perché, spiega Gaddo, sornione come può esserlo solo chi ha un nome che richiama tanto un felino, “il mare è bellissimo, le attrezzature disponibili basterebbero per farsi un giretto sul Titanic, gli istruttori hanno più brevetti di un Top Gun, le aragoste sono estremamente socievoli…”. Pronti a fare rotta per esempio, una volta salpati da Alghero, verso nord, “con le prime miglia di navigazione che sorprendono per gli scenari incredibili creati dalle imponenti falesie di Capo Caccia a picco sul mare”, spiega sempre Gaddo, che anche come Cicerone ha pochi rivali. “Questo incantevole angolo di Sardegna è considerato uno dei santuari del mare e tra i più importanti siti naturalistici e subacquei al mondo soprattutto grazie alla presenza di innumerevoli grotte tappezzate da dense fioriture di margherite, anemoni di mare e madrepore gialle, e che nelle parti più ombrose nascondono fantastiche ramificazioni del prezioso corallo rosso”. Senza tralasciare gli enormi cerianthus, veri e propri giganti della sabbia, e diverse varietà di pesci e di crostacei che rendono l´habitat di questi ambienti semplicemente incredibile. Grotte poco impegnative, con ampi ingressi e grandi tunnel, che si alternano ad altre che presentano invece lunghi e tortuosi cunicoli e che sono off limits a chi non abbia raggiunto una grande esperienza. Come quella che moltissimi appassionati d´immersione hanno costruito proprio nei periodi trascorsi nella “villa dell´olandese” (un petroliere che la costruì negli anni ´50) in grado di dare alloggio a una trentina di persone, con tutte le stanze degli ospiti che dispongono di una terrazza sul mare. Sub diventati veri superesperti immergendosi nelle acque raggiunte navigando dopo aver doppiato il capo di Punta Falcone, per ritrovarsi davanti lo scenario dell´Isola dell´Asinara, famosa per aver ospitato una colonia penale di massima sicurezza e parco nazionale dal 1997. Acque, giura Gaddo, dal “colore e dalla limpidezza mozzafiato, da far invidia alle più blasonate destinazioni tropicali, patrimonio straordinario di valore inestimabile, nelle quali a profondità decisamente poco impegnative anche per i neofiti è facile incontrare barracuda, dentici in caccia, cernie e corvine che si affacciano dalle loro tane”. Sub che Gaddo e i suoi collaboratori spesso ricordano alla perfezione (come un´affascinante ragazza diventata poi una celebre modella subacquea o un ragazzino down il cui ricordo al Diving è diventato indelebile per la commozione provata dai genitori che non avrebbero mai pensato potesse, grazie all´amicizia nata con uno dei figli di Gaddo, immergersi). Sub per i quali il Diving center offre, oltre al meglio di quanto madre natura ha saputo creare, anche il top di quanto l´uomo ha prodotto: a partire dalle attrezzature della Mares (marchio diventato sinonimo di immersioni per milioni di appassionati in tutto il mondo con la quale Gaddo ha costruito negli anni un rapporto saldissimo, al punto da far diventare Capo galera “Top Flag Mares Diving center”) che vengono cambiate ogni anno, cosa che praticamente nessun altro o quasi fa. “Tre compressori garantiscono una capacità di ricarica di 44 metri cubi”, spiega Gaddo , “con un meccanismo di travaso in bombole intermedie per garantire la migliore qualità dell´aria”.

E per chi, più pigro (almeno sulla terraferma), potrebbe spaventarsi per il fatto che le attrezzature vanno portate dalla villa sulla scogliera, a circa quindici metri dal mare, fin sulle barche, ecco emergere, quasi si fosse nel mare della tranquillità, la soluzione: “Zepp, la vecchia e gloriosa barchetta sistemata su un binario e riutilizzata come ascensore, che portava dal piazzale della villa al molo, è stata sostituita da un più comodo montacarichi, per trasportare mute, maschere, boccagli, pinne e soprattutto bombole”. Dal molo ai piedi della scogliera diventa così un gioco da ragazzi imbarcarsi sul Patrizia, uno splendido 15 metri della Aprea in legno, costruita nel 1966 dai maestri d´ascia di Torre del Greco e completamente ristrutturata nel 2001 per portare comodamente venti sub, e raggiungere con brevi traversate, dai dieci ai trenta minuti, i punti di immersione . Giusto il tempo di preparare l´attrezzatura e pregustare una nuova immersione, da quelle per principianti fino alle notturne. Esplorazioni spessissimo a metà strada fra realtà e sogno, guidati da esperti subacquei che conoscono ogni anfratto della costa, ogni grotta e ogni punto in cui si può celare qualche affascinante particolare. Un ventaglio di mete fra cui Gaddo e il suo staff hanno selezionato otto immersioni da favola: Lungo le Falesie, Grotta di Nereo, Grotta della Madonnina, Grotta dei Fantasmi, Grotta dei Cervi, Grotta del Cabirol, Il Porticato, Il Tunnel.

Immersioni di cui poter parlare all´infinito la sera, facendole “vivere” magari anche a coloro che hanno fatto “solo” snorkeling lungo le scogliere del promontorio; o magari hanno percorso i tanti sentieri che si inoltrano nella macchia e portano a deliziose calette di acqua verde smeraldo. O, ancora, che hanno scelto di restare all´asciutto visitando Alghero, città-fortezza che conserva intatte le torri e i bastioni sul mare, e tutto il golfo, dove l´uomo, fin dal neolitico, ha lasciato le sue testimonianze: nuraghi, necropoli, rovine romane e medioevali. Vecchi e nuovi amici, magari conosciuti solo il giorno prima, spesso provenienti da altri Paesi, ai quali descrivere l´inebriante emozione di un incontro ravvicinato con i relitti di navi romane o di galeoni adagiati sui fondali, delle falesie a picco che continuano sotto il mare, del famoso corallo rosso. Racconti di cui sembra impossibile vedere la fine, come infinito molti sub avrebbero voluto fosse il tempo di permanenza al Diving center per i molti. Prigionieri, felicissimi, di Capo Galera…

Testo realizzato da Baskerville Comunicazione & immagine srl per mareonline.it